Nell’ambito del progetto “Eroi con gli Alamari”, nella mattinata dell’11 marzo 2026, i ragazzi delle classi 1A, 1B, 1C, 1D e 1E hanno incontrato il Capitano Faraca, che li ha guidati in un viaggio attraverso il concetto moderno di eroismo.
Gli eroi tratteggiati dal Capitano sono persone che hanno scelto di spendersi per gli altri, spesso pagando il prezzo più alto, la loro vita. Il racconto è partito dal sacrificio del Vicebrigadiere Salvo D’Acquisto, martire della generosità – il quale si offrì volontariamente ai nazisti per salvare le vite di 22 ostaggi civili innocenti da una fucilazione per rappresaglia – per passare poi allo zelo investigativo del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa – figura cardine nella lotta al terrorismo, a cui è intitolata la scuola di Esanatoglia – fino alla determinazione dei giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, pionieri della lotta contro la mafia e vittime di due attentati devastanti.
Ma gli eroi abitano anche “vicino a noi” e sono parte della realtà locale. Lo testimoniano i carabinieri sepolti nel cimitero di Fiuminata e persino i fatti di cronaca più recenti, come il coraggioso intervento dei militari di Matelica, rimasti feriti durante l’inseguimento dopo una rapina.
Gli alunni sono stati accompagnati dal Capitano Faraca in una riflessione più profonda sul senso civile ed etico del lavoro delle Forze dell’Ordine: oltre agli eroi che hanno dato la vita, e che dobbiamo ricordare, l’attenzione va posta anche sui “gentiluomini della strada”, che ogni giorno vivono situazioni di rischio, per garantire la sicurezza della comunità.
L’incontro ha offerto l’occasione per parlare del concorso “Eroi con gli alamari” indetto dall’Arma dei Carabinieri, in vista del cinquantenario della strage di Porto San Giorgio (18 maggio 1977), per commemorare in particolare l’appuntato Alfredo Beni, originario di Fiuminata, caduto eroicamente in uno scontro a fuoco con la “banda dei Catanesi”.
Gli alunni delle classi prime raccoglieranno il testimone della memoria, realizzando il progetto grafico di un francobollo commemorativo. Un modo per trasformare i valori appresi oggi in un segno tangibile di gratitudine e cittadinanza attiva, ricordando chi, con gli alamari cuciti sul petto, ha servito lo Stato fino all’estremo sacrificio.

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