Non è mai troppo presto per imparare che un “click” può pesare come un macigno. Lo hanno capito bene gli studenti delle classi seconde della Scuola Secondaria di Primo Grado “Enrico Mattei”, che il 20 febbraio 2026 hanno partecipato a un incontro formativo di alto valore civico con l’Ispettore Claudio Tarulli e l’Agente Scelto Anna Laura Mogetta della Polizia di Stato, Sezione Operativa per la sicurezza cibernetica (Polizia Postale) di Macerata.
Come consuetudine da anni, la nostra Scuola ha aderito al progetto nazionale “PretenDiamo Legalità”, promosso dalla Polizia di Stato per sensibilizzare i giovani sui temi della cittadinanza attiva e del rispetto delle regole.
I relatori hanno catturato da subito l’attenzione dei ragazzi partendo dalla proiezione di video estremamente stimolanti, capaci di parlare il linguaggio dei giovanissimi; questi filmati hanno fatto da apripista per affrontare il tema dei rischi e pericoli che si nascondono dietro lo schermo di uno smartphone o di un computer.
Il focus dell’incontro era riflettere su quei gesti che, purtroppo, sono diventati automatici: inviare/condividere/pubblicare foto e video, scrivere un commento sarcastico, chattare con sconosciuti, diffondere le proprie informazioni personali, iscriversi a social e piattaforme anche se l’età minima richiesta non corrisponde a quella reale, giocare online per ore con sconosciuti, fare giochi non adatti all’età anagrafica.
“È davvero necessario? È rispettoso? È pericoloso per me o per gli altri? Si può fare? Potrebbe avere conseguenze negative?”: queste sono le domande guida che ogni studente è stato invitato a porsi prima di agire nel mondo virtuale. Spesso, infatti, la velocità del web annulla il filtro del ragionamento, trasformando una “leggerezza” in un “errore/danno” irreparabile per la vita propria e altrui.
La seconda parte dell’intervento si è concentrata sul fenomeno del cyberbullismo. Attraverso esempi concreti e ipotesi di situazioni reali, i relatori hanno spiegato le conseguenze giuridiche e psicologiche di quelle azioni troppo spesso declassate a semplici “bravate”.
Gli esperti hanno chiarito che il mondo virtuale non è una zona franca in cui tutto è possibile o permesso, ma è invece un luogo dove ogni azione lascia una traccia e produce effetti reali (a volte disastrosi) sulla vita delle persone.
L’iniziativa conferma l’impegno della Scuola “Enrico Mattei” nel fornire ai propri alunni non solo competenze didattiche, ma anche gli strumenti critici per muoversi consapevolmente nella società digitale, che evolve ad una velocità tale, per cui è sempre più difficile conoscere, evitare e difendersi da pericoli sempre nuovi, come ad esempio quelli connessi ad un uso ingannevole dell’AI.
Quest’incontro ha lasciato ai ragazzi un messaggio chiaro: è possibile navigare in rete in libertà e in sicurezza, soltanto se alla base di ogni gesto ci sono senso di responsabilità e rispetto degli altri e di noi stessi.












Personale scolastico